SIAMONOI

UN SITO BASATO SULL'AMICIZIA, SULLE QUESTIONI SOCIALI ED ALTRO ANCORA...

  
 
   
   
 
 
 

STORIA DI UNA TRASFERTA NOMADE

Vai alle foto

Noi giovani nomadi di Caposele ce lo eravamo ripromesso, lo scorso anno ce lo eravamo detti: “Noi ci saremo”, e ci siamo stati!

Come ogni anno a febbraio l’appuntamento è imperdibile, il raduno nomade in onore di Augusto D’Aolio che si tiene a Novellara in provincia di Reggio Emilia e un qualcosa che qualsiasi persona che si ritiene appartenente al popolo nomade non può perdersi.

Quest’anno la data è caduta nel weekend tra il 17 e il 19 febbraio e noi ovviamente non ce lo siamo persi.

Oltre agli ormai irriducibili della “specialità” io, Rocco (il nomade per eccellenza di Caposele) e Paolo, si è aggiunta una nuova e inaspettata leva che alla fine risulterà contagiato dalla malattia nomade (perché è una malattia!): Gerardo Martino.

Come ogni avvenimento che si rispetti non sono mancati gli assenti eccellenti del gruppo: Nicola e Raffaele, entrambi assenti ampiamente giustificati dai fatti, il primo per motivi strettamente personali e il secondo per una laurea imminente (auguri!).

Quella che ci aspetta è una vera e propria battaglia di amore per un gruppo che offre amore.

La partenza avviene regolarmente alle ore 20:27 di sabato 18 dalla stazione di Salerno dove i “grandi” del gruppo io e Rocco saliamo e attendiamo che gli altri due ci raggiungano a Napoli centrale.

Ovviamente i “piccoli” si fanno cogliere impreparati: giunti alla stazione centrale di Napoli scatta l’allarmismo generale, infatti, a due minuti dalla partenza Paolo e Gerardo stanno ancora facendo il biglietto! Il sudore freddo corre lungo la schiena e dopo estenuanti telefonate riescono a salire sulla testa del treno ed ad aggregarsi a noi, finalmente pronti per Novellara.

Il nostro viaggio prosegue senza nessun problema tra un bicchiere di vino e qualche taralluccio in perfetto stile nomade: qualche problema sicuramente lo abbiamo creato al milanese e alla casertana nel nostro stesso scomparto, chissà che avranno pensato, ma che ci vuoi fare sono ragazzi….

La notte e il viaggio proseguono “tranquilli” alla ricerca della migliore posizione per riposarsi un po’ in vista della grande giornata che ci aspetta.

L’arrivo a Reggio Emilia  è puntuale come forse non accadeva da anni alla nostra azienda nazionale Trenitalia, ed ad accoglierci c’è la classica nebbia padana che ti penetra le ossa e una temperatura da polo nord; ma non ci siamo abbattuti, un caffé (da 90 cent) e pronti via per raggiungere Novellara.

Nell’attesa dell’arrivo da Firenze di un’altra nomade, Sabina, ci accingiamo a ricercare disperatamente qualche mezzo che ci porti al raduno. Essendo domenica il problema è piuttosto difficile da risolvere, le corse sono ridotte all’osso e il primo treno per Novellara  è alle 12 e 15! A quel punto ci siamo detti:”i Nomadi non posso tradirci, ci sarà sicuramente una navetta che ci porti dritti al raduno..!”

E infatti i Nomadi non ci hanno traditi! Appena arrivata Sabina appare all’orizzonte un grande pullman da 50 posti con l’insegna “Nomadi incontro” e sui nostri volti è apparsa la felicità, finalmente possiamo raggiungere il popolo nomade…

Dopo poco più di 20 minuti di viaggio tra sciarpe e bandiere, all’interno della nostra dimensione ideale, insieme con tutti gli altri scorgiamo il mega tendone dove si tiene il raduno.

L’inizio delle esibizioni è alle 14, quindi avendo qualche ora a disposizione decidiamo di portare il nostro omaggio, ponendo un fiore sulla sua tomba, all’idolo di sempre: Augusto.

Anche in questo caso i Nomadi ci vengono incontro: navette continue fanno la spola tra il centro di Novellara e il tendone portando i fans dove preferiscono. Ci imbarchiamo e portiamo il nostro tributo, completando il tour con una visita alle opere di Augusto allestite in una mostra per l’occasione.

Nel caos di una conferenza stampa che si svolgeva nei pressi della mostra cogliamo Beppe Carletti, e non ci facciamo sfuggire l’occasione per una foto, la facciamo, ma….. la batterie della macchina sono scariche! Non riuscendo ad immortalare il momento, ci riproponiamo di tornare l’anno prossimo con l’obiettivo minimo di una foto.

Torniamo al tendone quando ormai mancano poche ore all’inizio del concerto, ma nonostante ciò, il popolo è già tutto in fibrillazione, disteso a terra a rifocillarsi e intonare cori delle più famose canzoni.

L’evento è importante e si sente, si sente nell’aria l’emozione e l’ansia per l’attesa, fin quando ha inizio lo spettacolo. Dapprima, come ogni anno assistiamo all’esibizione di vari gruppi emergenti appoggiati dai nomadi, poi alle 15 e 45 ha inizio lo spettacolo vero quando Rer Ronnie conferisce il quattordicesimo premio Augusto D’Aolio a Francesco Renga e presenta finalmente il concerto.

I nomadi esordiscono con la nuova canzone che da il titolo al nuovo album che uscirà a marzo: “Con me o contro di me”; non si smentiscono mai, temi forti e  importanti, una canzone che tocca e fa riflettere, che sicuramente avrà il successo che merita.

Il concerto come sempre è distruttivo dal punto di vista fisico, ma bellissimo dal punto di vista emotivo: convivere con persone che fanno tanti kilometri come te lo stesso senso di appartenenza al modo di pensare e di vivere la musica, fa pensare che forse al mondo la magia esiste!

Il popolo dei nomadi è traversale e molto variegato, dai 8 agli 80 anni, del nord e del sud, italiani e stranieri, la forza di questo gruppo si vede da questi particolari, da 40 anni questa caratteristica è immutata….

Durante il concerto i Nomadi decidono di fare un sondaggio, vista la loro imminente partecipazione al Sanremo, chiedono al popolo  stesso se sono d’accordo alla loro partecipazione, e ovviamente il plebiscito è scontato, anche se qualche striscione con la scritta vinceremo è apparso inopportuno.

Come sempre la loro solidarietà è immensa e durante il raduno si svolge una raccolta fondi per le tante opere che stanno portando avanti nel mondo, un mondo in cui i problemi non finiscono mai e dove solo chi veramente ha cuore fa qualcosa per il prossimo, come i nomadi, i quali nonostante il successo restano naturali e solidali con tutto.

Il concerto è un tripudio di musica, vino, divertimento e solidarietà dove tutti alla fine sono stanchi ma contenti e soddisfatti nonostante i tanti kilometri macinati e quelli che ancora devono percorrere per il ritorno.

Il momento più bello ed emozionante per noi è stato sicuramente quando, durante la classica sfilata di striscioni che conclude ogni concerto, sul palco è apparso l’ormai storico striscione caposelese “Nomadi: una storia infinita, fans Caposele”, striscione questo, icona della nostra storia e saperlo in mano ai Nomadi (e precisamente in mano a Laura Campani, figlia dell’omonimo batterista) è stato per noi motivo di grande orgoglio.

Alla fine stanchissimi decidiamo per un po’ di riposo e per un po’ di cibo, ignari del fatto che le navette partono….

Infatti all’uscita ci ritroviamo senza navetta e senza possibilità di arrivare alla stazione di Reggio Emilia. Mentre decidiamo il da farsi e ci accingiamo a percorrere 20 km a piedi, i nomadi non ci abbandonano ancora una volta, o meglio, questa volta il popolo nomade non ci abbandona ancora una volta, infatti due splendide persone Maria e Federico (colgo l’occasione per ringraziarli ancora), madre e figlio amanti come noi dei Nomadi ci offrono gentilmente un passaggio fino alla stazione centrale.

Quando li salutiamo ci diamo appuntamento al prossimo raduno del 6 maggio 2006 a Mantova, chissà se ci saremo..!

Il treno per il ritorno è alle 23 e 50, ma si fa vivo solo dopo un’ora: mai un treno era stato cosi  desiderato! Non a caso appena trovato in nostro posto siamo letteralmente crollati senza aver possibilità di continuare la baldoria del viaggio di andata, siamo nomadi, ma anche umani…

Il treno giunge a Napoli con “solo” mezz’ora di ritardo e qui le nostre strade si dividono, io e Rocco torniamo a Caposele, Paolo a Nola e Gerardo a Napoli, ognuno ai suoi compiti, consapevoli che quello passato è stato solo un dei capitoli della nostra storia nomade che ogni anno si arricchisce di nuovi capitoli e di nuovi personaggi….

Sempre Nomadi.

 

Donatiello Ernesto

 

Torna su


 
         
 
untitled