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La vendemmia
 

La vendemmia, come tutti voi di Caposele sapete, rappresenta un qualcosa che vale la pena di non perdersi. Tra l'inizio e la fine di ottobre, tanti ragazzi di Caposele, disoccupati, studenti, impiegati statali ed altri ancora, decidono di abbandonare le proprie cose, anche quelle più care, e preparare le valigie di fretta e furia per un viaggio lungo, prima di ritornare dopo un mese.

  Luogo della destinazione: SION, la capitale del Vallese, una terra occupata da vigne, basta accorgersene già in treno, prima di scendere alla fermata di destinazione, alzando un pò gli occhi verso il finestrino per capire l'importanza della vendemmia in questo paese. Nel periodo della vendemmia, le scuole del Vallese, vengono chiuse per giorni, magari per dare il proprio contributo, perchè la si sà, è una lotta contro il tempo, vendemmiare nel modo più veloce, sfruttando al massimo le forze di ogni operaio.

In questo duro mese, c'è sicuramente da soffrire sì, ma non è detto che non ci si possa divertire; l'esperienza della vendemmia in Svizzera, rimane qualcosa di unico, e seppur  faticando molto, l'aria che gira e che si respira, da subito ti fa capire che non ti trovi in un posto qualunque; ed il calore degli amici che hai affianco, ti fanno sentire in un certo qual modo libero.

Si perchè là l'amicizia è qualcosa che ti aiuta ad andare avanti nel modo più sereno possibile, altrimenti sarebbe tutto un inferno, difficile da sopportare, dandoti la sensazione che il tempo non scorra mai.

Un'altra bella sensazione vissuta è quella del sabato, come rappresentata anche nella poesia di Giacomo Leopardi "il sabato del villaggio"!. Il sabato ci si sentiva davvero liberi; già a partire dall'ora di pranzo, tutti riuniti lì per terra a consumare in una bellissima quiete il panino preparato la sera prima; ed ecco che vengono fuori dei discorsi... E' l' ultimo giorno di lavoro della settimana e già si pensa al domani "perchè non siamo figli dei fiori", una giornata in cui non si lavora, che ci fa assaporare il piacere di essere dei semplici turisti, riunendoci tutti assieme con un poco di organizzazione ed effettuare delle visite alle più belle località del territorio, dandoci la sensazione, almeno per un solo giorno di sentirci liberi e felici, apprezzando il valore della vita. Questo in un certo senso, fa ritornare in mente ancora Giacomo Leoperdi quando affermava che la felicità è la sosta tra un dolore e l'altro. Beh nel nostro caso accadeva più o meno questo, ma la felicità acquisita in quei giorni, penso rimarranno per tutti noi, dei giorni belli da ricordare.

Sono stati pochi i momenti intensi vissuti in modo veramente libero, ma quei pochi attimi si sono affermati tali, dandoci la passione e la voglia di essere nuovamente lì a distanza di un anno, e via via per gli anni successivi, avendo sempre nel proprio cuore un'avventura che vale veramente molto.

 

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