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La prima svolta

Il 23 aprile, a Napoli si è svolta la settima edizione di NapoliMarathon, divisa in tre categorie:maratona, maratonina e stracittadina. Gli iscritti alla maratona erano 497, gli iscritti alla maratonina ne erano 1002, per la stracittadina, un percorso lungo 5 Km in cui c'erano circa 3000 iscritti (per iscritti si intende quelli che hanno raggiunto il traguardo entro il tempo massimo). Come molti di voi ben sapete, la maratona si svolge su un percorso di 42,195Km; mentre la mezza maratona viene svolta su un percorso di 21,097Km, vale a dire 42,195/2.

Se volete sapere in che modo si è conclusa la gara, basta seguire i giornali in edicola, oppure visitando qualche sito, tra cui quello ufficiale "www.napolimarathon.it". Ma la gara che vi voglio raccontare io ora, non è quella che si è svolta tra le prime file, ma la storia di due ragazzi partiti come si parte in un'avventura in cui ci si vuole solo divertire,  non avendo altri scopi ben precisi. Di sicuro agli occhi del pubblico siamo passati inosservati, perchè spesso (sempre) si commette l'errore di non badare alle retroguardie, ma solo ai più forti, questo perchè giudicate non interessanti. Questo modo di pensare da parte del pubblico, però ci aiuta a combattere con la voglia di arrivare nelle prime file per essere presi in considerazione da qualche uno; questo è almeno una motivazione per migliorare le proprie capacità anche se di poco, e accrescere la passione per questo sport che ormai non va tanto di moda. 

Già lo scorso anno vale a dire nel 2005, il pensiero era andato alla partecipazione della mezza maratona, ma purtroppo tutto andò in fumo, forse mancava la convinzione che abbiamo ottenuto poi col tempo, ed anche qualche altro fattore ci fù negativo. Cosa che non possiamo dire per quest' anno. Il 23 aprile 2006 ce lo eravamo prefissati già da tempo, ce lo eravamo detto, noi ci saremo, ed infatti ci siamo stati. La nostra giornata del 23 aprile (domenica), inizia alle ore 06.00 sveglia e colazione, prima di recarci in piazza Plebiscito in tempo per l' inizio della gara. Arrivo in piazza verso le 08.10 circa, già da quel momento i primi segni di emozione, la piazza è piena di atleti, per noi la prima esperienza vedere da vicino molti atleti famosi che partecipano alle maratone di tutto il mondo.  Ma noi non ci lasciamo scoraggiare, sapendo di essere capitati in una manifestazione di festa e di solidarietà, ci accingiamo ad affrontare la gara con molta serenità.

Ore 08.30, l'ora tanto attesa; finalmente ha inizio per noi una gara storica che terremo per sempre nel nostro cuore, sia perchè in una manifestazione così importante, sia per il motivo che c'era capitato poche volte di dover percorrere 21Km tutto d'un fiato, e poi altre emozioni che derivano anche da piccolezze. Finalmente l'inizio della gara viene enunciato. Una folla di  di mille e cinquecento e più persone comincia senza un attimo di tregua a rincorrere il grande obbiettivo prefissato; e vi posso assicurare che già solo a vedere tante persone in una corsa è un'altra grande emozione. Noi con passo da formiche ci accingiamo ad avviarci senza aver fatto un briciolo di riscaldamento, proprio per riuscire a contenere tutti i 21 chilometri, dato che ancora non siamo dei maratoneti. Inizialmente i primi chilometri sembrano non finire mai, si ha una sensazione di correre per tanto tempo, e poi ritrovarsi solo al quarto chilometro. Nel frattempo tanti atleti in questi primi chilometri ci avevano sorpassato, dato la nostra lenta partenza. Quindi già dall'inizio percorriamo la gara ad un ritmo non molto elevato, proprio per riuscire a contenere le energie per il resto della gara. Finalmente arriviamo al quinto chilometro, e subito vediamo le prime novità di una vera corsa a livello professionistico, con tantissimi tavoli a lato della strada pieni di bottiglie d'acqua da consegnare agli atleti durante la gara, e già nelle nostre menti la fiducia per arrivare fino in fondo cresce sempre di più, e così non contenti aumentiamo il nostro ritmo di gara, recuperando di metro in metro, di posizione in posizione, mantenendo un ritmo abbastanza veloce. Altri accessori della gara li vediamo tra il settimo e l'ottavo chilometro, dove a lato della strada, altri volontari di questo evento consegnano al passaggio degli atleti una spugnetta piena d'acqua, per rinfrescarci dallo sforzo continuo. La corsa verso il traguardo continua fino al decimo chilometro con l'impressione di aver corso tre volte in più di quello effettivo. Ma finalmente si ha la svolta, arrivati a questo punto, dopo un nuovo rifornimento di acqua, visto che ogni cinque chilometri se ne presentava uno, la stanchezza ancora non si fa sentire, e di conseguenza cresce il buon umore, quello giusto per percorrere con molta più sererità il resto della gara, con il solito spugnaggio al tredicesimo chilometro ed il rifornimento al quindicesimo chilometro. Arrivati a questo punto, bisogna controllare il proprio ritmo, senza commettere l'errore di accelerare in anticipo visto che i chilometri da percorrere sono ancora più di cinque. Intanto il nostro ritmo è sempre superiore al ritmo dei nostri avversari (quelli più arretrati) visto che noi inizialmente eravamo posizionati tra gli ultimi, ci troviamo di fronte ad una grande scalata che porta a superare più di duecento atleti. Dopo un'altro spugnaggio al diciassettesimo chilometro la voglia di arrivare al traguardo è sempre più grande ed i nostri due corpi rimangono illesi ed uniti fino al diciannovesimo chilometro; dove a quel punto Gerardo decide di dare una strigliata alle corde, forzando un pò il ritmo per i restanti tre chilometri, continuando una lunga scalata fino alla fine, raggiungendo il traguardo con un tempo di un un'ora cinquantaquattro minuto e zero secondi. Per Paolo, le cose proseguono comunque in modo positivo, ma senza la forza e la volontà di compiere un ultimo sforzo per percorrere in accelerazione gli ultimi chilometri che distanziano il traguardo, così decide di mantenere il proprio ritmo di gara, senza più effettuare grandi scalate, raggiungendo il traguardo con un tempo di un'ora  cinquantasei minuti e quattordici secondi. La prima cosa che viene notata dopo l'arrivo al traguardo, oltre alla grande immensa gioia, è il tipo di stanchezza che ogni atleta accusa, cioè non il fiatone o dolore alle gambe, ma solo una grande stanchezza fisica che ti permette a malapena di camminare (cosa risolvibile con una buona mangiata e una buona dormita). A parte questo, con grande sforzo andiamo a ritirare le medaglie ed altri vari premi, prima di attendere tutti gli arrivi tra cui i primi classificati della maratona e gli ultimi della mezza maratona. Attendiamo ancora con un piccolo sforzo le vari premiazioni sul podio prima di rientrare a casa.

In fin dei conti questa corsa ha avuto molti lati positivi, ma purtroppo ne ha avuto anche uno negativo, cioè il fatto che non abbiamo avuto modo di farci scattare una foto in una occasione così importante da poter renderla visibile; ma questo era giusto per trovare il pelo nell'uovo, perchè le cose più belle rimangono nella nostra mente , e questo è tutto quello che conta.

Le cose positive sono quelle di aver raggiunto tutti i nostri obbiettivi, in primo luogo di aver terminato la gara senza complicazioni, in secondo di aver terminato con un tempo inferiore alle due ore, cosa che verrà ristretta di sicuro per il prossimo anno. Ah per quanto riguarda le posizioni in classifica, Gerardo si è classificato 680esimo, mentre Paolo si è classificato 720esimo.

Quello che possiamo dire per concludere, è che è un buon inizio per entrare a far parte nel mondo di questo sport che ci attira sempre di più, soprattutto con l'accrescere di persone che amano questo sport come noi; il nostro sogno è quello di creare un gruppo veramente affiatato, che possa andare in qualunque posto del mondo senza alcun timore e partecipare alle più grandi competizioni di questo genere. Per ora siamo soddisfatti di aver fondato assieme ad altre persone valide un' associazione chiamata ARS, che ci consente di essere un unico gruppo di corridori e di gareggiare in tutte quelle gare circostanti il nostro paese.

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